{"id":1487,"date":"2018-10-20T15:22:20","date_gmt":"2018-10-20T13:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1487"},"modified":"2018-10-20T15:33:11","modified_gmt":"2018-10-20T13:33:11","slug":"ids2014","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1487","title":{"rendered":"IDS2014"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1491\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4163.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4163.jpg 267w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4163-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/>I costumi molisani, entrarono nella \u00e2\u20ac\u0153moda\u00e2\u20ac\u009d del mondo contadino a partire dal XVI secolo per influenza degli Spagnoli, ma non sembrano ad essi estranee influenze di bulgari, slavi ed albanesi, popoli che nel corso dei secoli hanno visto stanziate in alcune zone del Molise delle loro colonie. Sotto gli Aragonesi si diffusero nuove fogge di vestire che, abbandonata la tunica usata nei molti secoli precedenti, prediligevano per le donne l\u00e2\u20ac\u2122ampia gonna con stretto corpetto allacciato davanti e la camicia larga con maniche a sbuffo. Le caratteristiche fondamentali dei costumi molisani rimasero inalterate per i tre secoli successivi, fino al loro progressivo abbandono a partire dagli inizi del XX secolo. I gusti dell\u00e2\u20ac\u2122alta nobilt\u00c3\u00a0 aragonese influenzarono anche le fogge del mondo contadino molisano, con i prevedibili adattamenti dovuti sia alla carenza di tessuti, sia alle scarsissime disponibilit\u00c3\u00a0 economiche che limitavano eventuali rifornimenti in mercati lontani, sia infine alle esigenze lavorative che richiedevano indumenti pratici. La ricchezza di ornamenti ed accessori devono la loro origine soprattutto al secolo XVIII a partire dall\u00e2\u20ac\u2122inizio della dominazione borbonica nel regno di Napoli; in quell\u00e2\u20ac\u2122epoca cominciarono a sorgere anche fabbriche locali di tessuti pregiati e di guarnizioni, delle quali quella di S. Leucio riforniva il Molise di buoni prodotti molto pi\u00c3\u00b9 facilmente che nel secolo precedente.Furono proprio gli accessori e le decorazioni a determinare le distinzioni da zona a zona ed a segnare le peculiarit\u00c3\u00a0 dei costumi, ad evidenziare i \u00e2\u20ac\u0153messaggi\u00e2\u20ac\u009d ed i simboli, a dare significati riferiti allo status. Per la donna veniva inequivocabilmente rimarcato lo status di nubile rispetto alla donna maritata e, ancora pi\u00c3\u00b9 visibilmente, rispetto alla vedova. L\u00e2\u20ac\u2122abbigliamento nuziale raggiunge il massimo della ricchezza di accessori, guarnizioni, gioielli, la vedova elimina invece ogni decorazione e bandisce i colori.Nel costume femminile il capo fondamentale \u00c3\u00a8 la gonna (vunn\u00c3\u00a8lla), <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1492\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4183.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4183.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4183-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>scura, molto ampia, arricciata in vita o plissettata \u00e2\u20ac\u0153ad organetto\u00e2\u20ac\u009d, liscia davanti in modo da ricevere agevolmente il grembiule. Il corpetto, stretto e preferibilmente allacciato davanti, pu\u00c3\u00b2 essere sia unito sia pi\u00c3\u00b9 comunemente staccato dalla gonna, realizzato in modo da stringere la vita e tenere ben sollevato il seno, con la stessa funzione del busto. Il grembiule (zinale), nato per fini pratici, fin\u00c3\u00ac con il diventare un complemento essenziale, di valenza non solo decorativa ma anche fortemente simbolica: il grembiule \u00c3\u00a8 protezione: donato allo sposo, \u00c3\u00a8 simbolo di possesso esclusivo da parte di quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo. Il copricapo di panno (mappa) \u00c3\u00a8 anch\u00e2\u20ac\u2122esso fortemente caratterizzato sia nella forma che nelle decorazioni, adatto ad evidenziare e valorizzare il viso, arricchito di spilloni in metallo prezioso talora di dimensioni gigantesca; generalmente il copricapo \u00c3\u00a8 una prerogativa delle donne maritate, non usato nei giorni feriali. Altro capo, non strettamente funzionale e per questo non presente in alcuni costumi, \u00c3\u00a8 il fazzoletto da collo (scolla), bianca o di colore chiaro (nero o scuro per le vedove), ricamata spesso in rosso con frasi d\u00e2\u20ac\u2122amore. Il significato simbolico investe anche i gioielli (di oro, argento, corallo) indossati numerosi il giorno delle nozze e nelle feste importanti. (<em> testi dal <a title=\"Provincia di Campobasso\" href=\"http:\/\/www2.provincia.campobasso.it\/cultura\/costumi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito web<\/a> della provincia di Campobasso<\/em> ).<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1488\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_3990.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_3990.jpg 267w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_3990-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/>Uscendo dalla citt\u00c3\u00a0 di <strong>Venafro<\/strong> lungo la Strada statale 85 Venafrana direzione Isernia, su un&#8217;estesa zona pianeggiante (70.000 m\u00c2\u00b2) si trova il cimitero di guerra francese, nel quale sono sepolti circa 6000 tombe di soldati del Corps Expeditionnaire Fran\u00c3\u00a7ais (ma molte sono state esumate), di cui circa due terzi di origine marocchina, algerina e tunisina, oltre ad alcuni africani (senegalesi?), caduti in gran parte durante la battaglia di Cassino (nov.1943-mag.1944) e nell&#8217;aggiramento di Montecassino. Qui sono state traslate le sepolture di Miano. Per essi \u00c3\u00a8 stato eretto un monumento che richiama esplicitamente i minareti nord-africani, decorato con piastrelle di ceramica azzurre, che risaltano sul bianco calce delle mura, e con alcune iscrizioni. Al suo interno vi sono alcune tombe, di cui una al milite ignoto musulmano, e tre dedicate a militi con nome, uno Tunisino, uno Algerino, uno Marocchino. Tutte le tombe sono disposte sull&#8217;asse Nord-Est Sud-Ovest, con le lapidi rivolte a Nord-Est, ad eccezione di alcune tombe, poste dietro il minareto, di soldati ebrei (riconoscibili dalla stella a sei punte sulla lapide) e animisti (che sulla lapide hanno un &#8220;agnostico&#8221; sole stilizzato). Questa disposizione delle tombe suggerisce la possibilit\u00c3\u00a0 che i caduti musulmani, qualora siano stati disposti sul fianco destro, abbiano il volto rivolto verso la Mecca. Su ciascuna lapide \u00c3\u00a8 riportato il nome (se noto) e la dicitura (in francese) &#8220;Mort pour la France&#8221; (morto per la Francia). \u00c3\u02c6 da notare che anche fra le tombe cristiane sono riconoscibili nomi arabi e africani.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1489\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4025.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4025.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4025-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Fornelli<\/strong> \u00c3\u00a8 un comune italiano di 1.952 abitanti della provincia di Isernia in Molise.<br \/>\nIl centro storico si \u00c3\u00a8 sviluppato intorno al palazzo marchesale, che insieme alla chiesa, costituisce il primo nucleo del paese. Successivamente sono state costruite le mura con le sette torri di difesa e il camminamento di Si tratta di una delle cinte murarie medievali meglio conservate di tutto il Molise.Giace in parte su una collina lambita dal torrente Vandra, che confluisce nel Volturno, e in parte sul monte Cervaro, ove supera i 1000 metri.<br \/>\n<strong>Pietrabbondante<\/strong> \u00c3\u00a8 un comune italiano di 774 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Fino al 1807, per circa 600 anni, \u00c3\u00a8 sempre stato parte integrante del Giustizierato d&#8217;Abruzzo e dell&#8217;Abruzzo Citeriore.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1490\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4072.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4072.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4072-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Si trova nell&#8217;Alto Molise, a 1027 m s.l.m. incastonato fra enormi massi detti &#8220;Morge&#8221; ai piedi del monte Caraceno (1250 m s.l.m.). Il territorio del comune risulta compreso tra i 354 e i 1.215 metri sul livello del mare. L&#8217;escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 861 metri. Tutto il centro storico merita una visita, di tipologia insediativa medievale, venne edificato con l&#8217;utilizzo di pietre e massi provenienti dal vicino sito archeologico. vi si trovano: La chiesa di Santa Maria Assunta che presenta frammenti di lapidi osche. Bovianum Vetus, Il vero tesoro di Pietrabbondante costituito dal complesso ellenistico-italico sito in localit\u00c3\u00a0 Calcatello. Vi si trovano due templi ed un teatro, con sedili in pietra dalla caratteristica forma anatomica, utilizzato come luogo di riunione. Nel periodo estivo vi si svolgono importanti manifestazioni teatrali classiche.<br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1493\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4233.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4233.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC_4233-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Pompei<\/strong>, in latino Pompeii, ha origini antiche quanto quelle di Roma: una migrazione di abitanti dalla Valle del Sarno, discendenti dai mitici Pelasgi, form\u00c3\u00b2 un primitivo insediamento ai piedi del Vesuvio: forse non un abitato vero e proprio, pi\u00c3\u00b9 probabilmente un piccolo agglomerato posto all&#8217;incrocio di tre importanti strade, ricalcate in epoca storica dalle vie provenienti da Cuma, Nola, Stabia e da Nocera.<br \/>\nNell&#8217;estate del 79 d.C. (primo anno di regno dell&#8217;imperatore Tito, cfr. Cassio Dione V) Pompei fu sommersa da una pioggia di cenere e lapilli (e non lava, come spesso viene riportato) che, salvo un intervallo di alcune ore, cadde ininterrotta fino a formare uno strato di oltre tre metri. Al momento dell&#8217;eruzione molti edifici erano in fase di ricostruzione a causa di un sisma verificatosi pochi giorni prima, e non per quello del 62 &#8211; come precedentemente creduto -, i cui danni erano gi\u00c3\u00a0 stati completamente riparati. La data di questa eruzione ci \u00c3\u00a8 nota in base a una lettera di Plinio il giovane e dovrebbe corrispondere al 24 agosto. Tuttavia non tutti gli studiosi concordano, anche perch\u00c3\u00a9 di questa lettera non esiste l&#8217;originale, ma ci sono solamente trascrizioni successive. In alcune si parla del nono giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 24 di ottobre. Altri indizi vengono dal ritrovamento di frutta secca, come noci e fichi, oppure di sorbe, frutto tipico autunnale, ma la prova forse pi\u00c3\u00b9 importante \u00c3\u00a8 il ritrovamento di una moneta d&#8217;argento che riporta la scritta IMPXV, ovvero la quindicesima acclamazione di Tito a imperatore, che avvenne l&#8217;8 settembre del 79 d.C. Nella cenere solidificata furono ritrovate delle cavit\u00c3\u00a0; queste, riempite con colate di gesso o di altro materiale, hanno poi formato i calchi delle vittime dell&#8217;eruzione. Nel 1997 l&#8217;UNESCO ha dichiarato Pompei &#8220;Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanit\u00c3\u00a0&#8220;. Il Comitato ha deciso di promuovere l&#8217;area considerando che gli straordinari reperti delle citt\u00c3\u00a0 di Pompei, Ercolano e delle citt\u00c3\u00a0 limitrofe, sepolte dall&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C., costituiscono la testimonianza unica di una struttura sociale conservata pressoch\u00c3\u00a9 intatta per due millenni. ( <em>testi e descrizioni dei comuni e di Pompei da Wikipedia <\/em>)<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I costumi molisani, entrarono nella \u00e2\u20ac\u0153moda\u00e2\u20ac\u009d del mondo contadino a partire dal XVI secolo per influenza degli Spagnoli, ma non sembrano ad essi estranee influenze di bulgari, slavi ed albanesi, popoli che nel corso dei secoli hanno visto stanziate in alcune zone del Molise delle loro colonie. 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