{"id":1394,"date":"2018-10-20T15:11:29","date_gmt":"2018-10-20T13:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1394"},"modified":"2018-10-20T15:15:02","modified_gmt":"2018-10-20T13:15:02","slug":"ids2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1394","title":{"rendered":"IDS2013"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1482\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3567.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3567.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3567-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Nei pressi di <strong>Venafro<\/strong> (IS) si trova il cimitero di guerra francese, nel quale sono sepolti circa 7000 soldati francesi, marocchini, algerini e tunisini, oltre ad alcuni africani non meglio identificati, caduti in gran parte durante la battaglia di Cassino (nov. 1943-mag. 1944). Per essi sono stati eretti due monumenti, una cappella opera di Andr\u00c3\u00a8 Chatelin, Gran Premio di Roma, ed un minareto, decorato con piastrelle ceramiche azzurre, che risaltano sul bianco calce delle mura, e con alcune iscrizioni. Al suo interno vi sono alcune tombe, di cui una al milite ignoto musulmano, e tre dedicate a militi con nome, uno Tunisino, uno Algerino, uno Marocchino. Nel cimitero le file delle tombe sono tagliate in due da un viale, al centro del quale vi \u00c3\u00a8 un altare con due iscrizioni; alla fine del viale vi \u00c3\u00a8 appunto il minareto racchiuso in un recinto quadrato. Tutte le tombe sono disposte approssimativamente secondo l&#8217;asse Nord-Est Sud-Ovest, con le lapidi rivolte a Nord-Est, ad eccezione di alcune tombe, poste dietro il minareto, di soldati ebrei (riconoscibili dalla stella a sei punte sulla lapide) e animisti (sulla lapide hanno un &#8216;agnostico&#8217; sole stilizzato). Questa disposizione delle tombe suggerisce la possibilit\u00c3\u00a0 che i caduti musulmani, qualora siano stati disposti sul fianco destro, abbiano il volto rivolto a Sud-Est, cio\u00c3\u00a8 pressappoco in direzione della Mecca, secondo la prescrizione della legge islamica; ma non possiamo sapere in che posizione siano stati effettivamente sepolti. Le tombe musulmane (con la mezzaluna sulla lapide) vengono, nell&#8217;ordine, dopo quelle cristiane (con la croce), e cio\u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 vicine al minareto. Vi sono inoltre delle tombe di ufficiali musulmani all&#8217;interno del recinto. Su ciascuna lapide \u00c3\u00a8 riportato il nome (se noto) e la dicitura &#8220;morto per la Francia&#8221;. E&#8217; da notare che anche fra le tombe cristiane sono riconoscibili nomi arabi e africani.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1484\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3586.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3586.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3586-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Presso <strong>Castelpetroso<\/strong> sorge il Santuario di Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise. Secondo la testimonianza delle veggenti, la Vergine Maria apparve la prima volta il 22 marzo 1888 a due pastorelle di nome Serafina e Bibiana in localit\u00c3\u00a0 Cesa tra Santi, sulle pendici del Monte Patalecchia. A questa prima apparizione ne seguirono altre. Tale fenomeno fu in seguito riconosciuto.Il santuario, iniziato con la posa della prima pietra avvenuta il 28 settembre 1890 e completato nel 1975 \u00c3\u00a8 realizzato in stile neogotico; visto dall&#8217;alto questo \u00c3\u00a8 composto da sette cappelle che rappresentano i sette dolori della Madonna, al centro delle quali c&#8217;\u00c3\u00a8 la cupola alta 54 metri.Il santuario e il luogo delle apparizioni sono collegati tra loro dalla Via Matris, lunga 750 metri, dove vengono appunto ricordati i sette dolori mariani.<\/p>\n<p>La fascia di territorio compresa tra i comuni di Castelpetroso e Macchiagodena \u00c3\u00a8 caratterizzata dalla presenza di due nuclei abitati che compongono un&#8217;unica realt\u00c3\u00a0 comunale: quello del comune capoluogo, appunto, Santa Maria del Molise, e quello della circoscrizione di Sant&#8217;Angelo in Grotte. I due centri raccolgono una popolazione totale di 747 abitanti e sono <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1485\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3600.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3600.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3600-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>frutto di un&#8217;evoluzione storica e insediativa che ha condizionato l&#8217;intera zona nel corso dei secoli. Oggi i due centri mantengono tra di loro sostanziali differenze che vanno da quelle ambientali a quelle pi\u00c3\u00b9 strettamente &#8220;urbanistiche&#8221;. L&#8217;abitato di Santa Maria \u00c3\u00a8 lambito dalla statale 17 e si \u00c3\u00a8 formato su di un pendio naturale. E&#8217; posto a 632 metri di altezza sul livello del mare, in una zona ricca d&#8217;acqua e favorevole climaticamente alla coltivazione della vite.<\/p>\n<p><strong>Sant&#8217;Angelo in Grotte<\/strong> invece sorge su di un cocuzzolo (980 m. s.l.m.) che domina dall&#8217;altro il sottostante abitato ed offre una nitida visuale della pianura di Bojano; il suo territorio \u00c3\u00a8 caratterizzato, tra le altre cose, da un bosco ad alto fusto di 400 ettari, solcato dal torrente Rio Paradiso, accessibile con una strada di valorizzazione turistica realizzata dalla Comunit\u00c3\u00a0 Montana Matese. Gli spazi liberi da vegetazione in questo punto del comune erano sfruttati in passato come pascoli.<\/p>\n<p><strong>Carpinone<\/strong> giace su una collina circondata da monti di varia altezza.Il terreno \u00c3\u00a8 formato per lo pi\u00c3\u00b9 di sabbia quarzosa calcarea sopra basi argillose. Il fiume <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1395\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3635.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3635.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3635-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Carpino scorre tutt\u00e2\u20ac\u2122intorno formando, in un punto, una graziosa cascata\u00e2\u20ac\u009d Varie sono le ipotesi sull\u00e2\u20ac\u2122origine del nome del paese: probabilmente deriva dal suo fiume, il Carpino, o da quello dell\u00e2\u20ac\u2122omonima pianta forestale, il Carpino, o pu\u00c3\u00b2 avere un\u00e2\u20ac\u2122origine longobarda: in tal caso il relativo significato sarebbe quello di \u00e2\u20ac\u0153 luogo dell\u00e2\u20ac\u2122acqua fredda\u00e2\u20ac\u009d. Come insediamento abitativo e, certamente, con un nome diverso, Carpinone ebbe probabilmente origini in epoca romana. Notizie certe ,stabiliscono che, sotto i longobardi, Carpinone fece parte della Contea di Isernia e, in epoca normanna e sveva, della Contea di Molise. Nel 1382 Carpinone fu concesso in feudo da Carlo III di Durazzo a Nicola d\u00e2\u20ac\u2122Evoli, dalla casata d\u00e2\u20ac\u2122Evoli il feudo pass\u00c3\u00b2 ai Caldora. I Caldora, prima Giacomo e poi il figlio Antonio, ne furono proprietari fino al 1443 e vi lasciarono una imperitura traccia con il castello, di antica costruzione, anno 1000, che essi resero forte ed inespugnabile.Si erge su una roccia calcarea scoscesa e molto alta, in posizione strategicamente perfetta. Verso Isernia il castello apre la vista a uno splendido panorama naturale, mentre a nord si innalza su uno spaventoso strapiombo.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1396\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3706.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3706.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3706-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Capracotta<\/strong> si trova in provincia di Isernia nell&#8217;Alto Molise. Con i suoi 1.421 metri sul livello del mare \u00c3\u00a8, dopo Rocca di Cambio, il comune pi\u00c3\u00b9 alto dell&#8217;Appennino.Il punto pi\u00c3\u00b9 alto del territorio comunale \u00c3\u00a8 la vetta di Monte Campo a 1746 m s.l.m. A valle dell&#8217;abitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, \u00c3\u00a8 sito il &#8220;Giardino della Flora Appenninica&#8221;, orto botanico di alta quota che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dell&#8217;Italia centro-meridionale. Capracotta \u00c3\u00a8 un&#8217; importante localit\u00c3\u00a0 climatica e sciistica. Ha due importanti impianti: uno per lo sci alpino, in localit\u00c3\u00a0 Monte Capraro, con una seggiovia; l&#8217;altro per lo sci di fondo in localit\u00c3\u00a0 Prato Gentile: quest&#8217;ultimo impianto \u00c3\u00a8 stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997.<\/p>\n<p>L&#8217;abbazia di <strong>Fossanova<\/strong> \u00c3\u00a8 sita nel comune di Priverno, 5 km a sud del centro urbano, in provincia di Latina. L&#8217;abitato sito tutt&#8217;intorno ha l&#8217;aspetto di vicus e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1397\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3747.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3747.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC3747-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo (ora frazione di Priverno) era chiamata Fossa Nova. L&#8217;abbazia, la cui costruzione dur\u00c3\u00b2 dal 1163 al 1208, \u00c3\u00a8 un perfetto esempio del primo stile gotico italiano[1], anzi pi\u00c3\u00b9 precisamente di una visibile forma di transizione dal romanico al gotico; l&#8217;interno \u00c3\u00a8 spoglio o quasi di affreschi (ne rimangono, almeno fino al 1998, alcuni brandelli sulle pareti) secondo l&#8217;austero memento mori dei monaci cistercensi. Nell&#8217; infermeria vi \u00c3\u00a8 la stanza ove visse, preg\u00c3\u00b2 e medit\u00c3\u00b2 san Tommaso d&#8217;Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove mor\u00c3\u00ac nel 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota (il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo) composta da una lastra di marmo o travertino rettangolare.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei pressi di Venafro (IS) si trova il cimitero di guerra francese, nel quale sono sepolti circa 7000 soldati francesi, marocchini, algerini e tunisini, oltre ad alcuni africani non meglio identificati, caduti in gran parte durante la battaglia di Cassino (nov. 1943-mag. 1944). 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