{"id":1296,"date":"2018-10-20T11:17:40","date_gmt":"2018-10-20T09:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1296"},"modified":"2018-10-20T11:17:40","modified_gmt":"2018-10-20T09:17:40","slug":"ids2011","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/brusa69.synology.me\/?page_id=1296","title":{"rendered":"IDS2011"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #2b5780;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1297\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2327.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2327.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2327-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Casalciprano<\/span>: Uno strumento per conservare le tracce delle societ\u00c3\u00a0 rurali in un&#8217;epoca in cui il rischio di consegnare al completo oblio un patrimonio culturale millenario \u00c3\u00a8 davvero forte. Questa la funzione dell&#8217;ecomuseo, che in varie localit\u00c3\u00a0 d&#8217;Italia \u00c3\u00a8 stato da tempo istituito e del quale anche Casalciprano, inserendo in un grande circuito assieme agli altri centri del Molise i propri beni storici e le testimonianze antiche, intende dotarsi. Del resto il paese gi\u00c3\u00a0 da tempo sta tentando di salvaguardare il proprio passato dalla dimenticanza. Ne \u00c3\u00a8 prova il museo della civilt\u00c3\u00a0 contadina, presente da anni a Casalciprano, che custodisce tanto gli oggetti che hanno fatto parte della vita quotidiana della societ\u00c3\u00a0 rurale, quanto le testimonianze scritte e fotografiche delle tradizioni dei nostri avi. Creato con i fondi attribuiti dalla Regione ex articolo 15 ai fini della ripresa&nbsp; produttiva, il museo costituisce ora la base per il progetto, comune a tutti i centri limitrofi, di valorizzare in maniera stabile e concreta il proprio patrimonio culturale. Il sindaco di Casalciprano, Giovanni Lombardi, punta dunque sul passato per costruire il futuro della propria comunit\u00c3\u00a0, cercando di ricreare perfino le atmosfere, gli odori, i sapori che hanno caratterizzato la vita dei nostri nonni. Non \u00c3\u00a8 un caso infatti se, tra i rituali di accoglienza che i casalcipranesi intendono rispettare e tenere in gran&nbsp; considerazione, sar\u00c3\u00a0 inserita la riproposizione dei piatti tipici del &#8220;tratturo&#8221;, dei frutti della terra e dei prodotti della zootecnia comuni a tutto il Molise. Ma cultura e natura, secondo il sindaco Lombardi, non possono che coesistere per attrarre un turismo da veri intenditori del senso del binomio conoscenza e relax. E&#8217; proprio per questo che&nbsp; l&#8217;amministrazione arricchisce ogni anno con nuove infrastrutture il parco naturalistico dell&#8217;Annunziata, gi\u00c3\u00a0 dotato di un verde straordinario. Per consentire la fruizione dello stesso anche ai pi\u00c3\u00b9 sportivi, \u00c3\u00a8 stata infatti realizzata una palestra all&#8217;aperto sulla strada che congiunge Casalciprano all&#8217;Annunziata. La statua bizantina della Madonna che d\u00c3\u00a0 il nome al parco e che si trovava nella chiesa dello stesso, \u00c3\u00a8 stata poi &#8216;messa a dimora&#8217; nella chiesa al centro del paese, per garantire un&#8217;adeguata protezione ad un bene storico cos\u00c3\u00ac importante. Piccoli e semplici gesti, dunque, per dire che il Molise \u00c3\u00a8 attento alla propria storia ed al proprio ambiente e che da questi intende trarre la linfa vitale necessaria alla sopravvivenza<\/p>\n<p><span style=\"color: #2b5780;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1298\" src=\"http:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2423-1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2423-1.jpg 400w, https:\/\/brusa69.synology.me\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/DSC2423-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Ischia<\/span>, meta principale della nostra visita \u00c3\u00a8 senza dubbio il Castello Aragonese. Qualche autore attribuisce la costruzione del Castello a Gerone, tiranno di Siracusa, che nel 474 a.C., avrebbe edificato e fortificato una fortezza su questa roccia vulcanica, con&nbsp; accesso dal mare. Da qui il nome \u00e2\u20ac\u02dcGironda\u00e2\u20ac\u2122 con il quale si identifica il castello. Sulle basi di questa antica fortezza sarebbe poi stato costruito intorno al 1438, per volere di Alfonso V di Aragona, il Castello che vediamo oggi, con accesso dall&#8217;isola. Ma secondo la tesi pi\u00c3\u00b9 accreditata, il nome Giron-Gironis deriverebbe dalla naturale morfologia dell&#8217;isolotto che si pu\u00c3\u00b2 circumnavigare. Il castello sarebbe in realt\u00c3\u00a0 nato come postazione strategica militare intorno al V secolo, in epoca bizantina, quando nell\u00e2\u20ac\u2122ambito dell\u00e2\u20ac\u2122ordinamento territoriale, vengono eretti, spesso sulle coste, nuovi &#8220;castra o &#8220;castella&#8221;, cui la flotta assicura rifornimenti e aiuti. Il nome che gli viene dato, &#8220;castrum Gironis&#8221;, starebbe ad indicare proprio la presenza sullo scoglio di una guarnigione. Dal 1433, con Alfonso d\u00e2\u20ac\u2122Aragona detto \u00e2\u20ac\u02dcil Magnanimo\u00e2\u20ac\u2122, ha inizio una serie di interventi grazie ai quali il Castello acquista una nuova fisionomia e assume un ruolo strategico, politico e culturale sempre pi\u00c3\u00b9 importante. Vengono restaurate le mura esterne e le costruzioni interne, al ponte di legno si sostuisce il ponte in muratura che tuttora congiunge l\u00e2\u20ac\u2122isolotto a Ischia Ponte. Nel soffitto vengono aperti dei fori, da cui, in caso di attacchi, si lanciano sui nemici pietre, piombo fuso e acqua bollente. Inizia in quest\u00e2\u20ac\u2122epoca anche la frequentazione di artisti e letterati; il Castello diventa centro di vita di corte, sede di feste e convivi, oltre che luogo di rifugio per la nobilt\u00c3\u00a0 in tempi di guerra e di assedio dell\u00e2\u20ac\u2122isola. Il \u00e2\u20ac\u02dc700 segna l\u00e2\u20ac\u2122inizio della decadenza dell\u00e2\u20ac\u2122importanza del Castello, prima abbandonato dalle famiglie nobili e sempre pi\u00c3\u00b9 isolato dal resto dell\u00e2\u20ac\u2122isola, quindi distrutto da un bombardamento nel 1809 e poi privatizzato, diventa monumento abbandonato, che per molto tempo gli stessi Ischitani \u00e2\u20ac\u02dcguardano a distanza\u00e2\u20ac\u2122. Ma nella memoria di tutti resta sempre viva la storia di un Castello, cenacolo di artisti, letterati e poeti, che ha attraversato inespugnato secoli di storia, resistendo a tutti gli assalti e offrendo riparo ad abitanti, contadini e avventori. Sicuramente, uno dei castelli pi\u00c3\u00b9 belli e ricchi di storia del mediterraneo. Il borgo antico di Ischia Ponte, anche detto Borgo di Celsa per la presenza dei gelsi, \u00c3\u00a8 un antico centro di marinai e pescatori, la cui esistenza \u00c3\u00a8 documentata gi\u00c3\u00a0 nel XIII secolo. Unico centro di Ischia, di tradizione pi\u00c3\u00b9 che altro contadina, da sempre dedito alla pesca, il Borgo ha avuto una grande espansione alla fine del \u00e2\u20ac\u02dc700, con il cessare delle incursioni dei pirati, quando l\u00e2\u20ac\u2122attenzione si distoglie dal Castello, fino ad allora centro primario di vita e di riparo, e torna a concentrarsi sulla terraferma. Per tutto il XVIII Ischia ponte \u00c3\u00a8 la citt\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 ricca e prosperosa dell\u00e2\u20ac\u2122isola, il suo destino va progressivamente staccandosi da quello del Castello che nel frattempo vive un periodo di decadenza, in seguito all\u00e2\u20ac\u2122abbandono delle famiglie nobili e benestanti. Nel tempo la struttura del borgo, con vicoli stretti, palazzi signorili alternati a caratteristiche casette basse, si \u00c3\u00a8 conservata inalterata, cos\u00c3\u00ac come le famose via Roma e Corso Vittoria Colonna che conducono alla &#8220;Mandra&#8221;, l\u00e2\u20ac\u2122antico villaggio dei pescatori. Ha invece attraversato diverse vicissitudini la bellissima Cattedrale dell\u00e2\u20ac\u2122Assunta, costruita nel 1301 e rimaneggiata nel 1700, quindi bombardata dagli Inglesi nel 1809. La cripta, decorata con affreschi della scuola di Giotto, conserva ancora le spoglie delle famiglie nobili dell\u00e2\u20ac\u2122isola. Lo scalo di Ischia ponte \u00c3\u00a8 rimasto il preferito dagli Ischitani per molto tempo anche dopo l\u00e2\u20ac\u2122apertura del Porto borbonico. Questa predilezione ha contribuito ad alimentare la vita e conservare florida l\u00e2\u20ac\u2122attivit\u00c3\u00a0 del centro.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casalciprano: Uno strumento per conservare le tracce delle societ\u00c3\u00a0 rurali in un&#8217;epoca in cui il rischio di consegnare al completo oblio un patrimonio culturale millenario \u00c3\u00a8 davvero forte. 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